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IL CANTO DELL’USIGNOLO

Era un bambino di 8 anni e mezzo !

18bFederico era nato a Milano precisamente a Segrate il 19 Aprile 2000 era, come amava lui stesso definirsi, un bambino del terzo millennio. Era bellissimo tutti lo dicevano ma la cosa che maggiormente colpiva di lui era il suo carattere: era dolce ma nello stesso tempo risoluto, era sensibile, determinato e con tanto amore nel suo piccolo ma stupefacente cuore. Era molto allegro anche se a volte nei suo occhi profondi come il mare compariva tristezza ed angoscia dovuta la presenza oppressiva di un papà instabile, che era ricomparso nella sua vita quando lui aveva circa 4 anni. Amava il Nintendo come la maggior parte dei bambini, era un asso con il computer e con la tecnologia in genere del resto come spesso diceva di me, la sua mamma era di un altro secolo! se avevo delle difficoltà con il tv o con la Wii lui sistemava tutto e subito.

Non si poteva dire nulla sul suo rendimento scolastico era bravissimo, il massimo dei voti. Era ferratissimo in tutte le materie, soprattutto in quelle scientifiche, amava le stelle ed i pianeti. Ogni sera prima di dormire gli raccontavo episodi di una storia da me inventata. La storia parlava di un pianeta chiamato K2 e di un personaggio androide chiamo Delta 80; questa storia è durata sino alla sera prima della sua uccisione avvenuta il 25 Febbraio 2009 .001b

Federico ha vissuto tutto intensamente, era un vulcano di energia e vitalità, aveva mille interessi che io adoravo assecondare. Il mio bambino leggeva tanto, disegnava, faceva lavori creativi con me, costruivamo casette con sassolini di fiume o di mare, andavamo per librerie dei ragazzi, a teatro per bambini, a sciare, a correre sotto la pioggia insieme. Al mare la sua massima passione era arrampicarsi su di me in mille modi e farmi fare da trampolino di lancio: che fatica, ma che gioia!. Spesso al sabato pomeriggio facevamo lungi giri in bici, andavamo alla fonte a prendere l’acqua, ai giardini per incontrarsi con gli amichetti. Amava tanto cucinare insieme a me, fare dolci allo zenzero di mille forme. Il giorno prima della sua morte facemmo insieme le praline di cioccolato e che dramma se non le facevo perfettamente rotonde!, non si perdeva mai le trasmissioni in tv di gastronomia, eppure lui aveva gusti semplici mangiava solo pasta al pesto o bianca (quasi cruda come la mamma ) carne , salamino, olive, cioccolato e tantissimo latte pasteggiava persino a pranzo e cena con il latte.

Alla sera quando arrivavo a casa mi aspettava sulla porta, mi correva in contro e buttandomi le braccia al collo mi diceva. “ mammina sei arrivata “ poi si fermava in piedi diritto come un fuso sull’attenti, osservava lo sguardo e poi guardandomi negli occhi mi diceva, senza mai sbagliare (cavolo !): “oggi giornata pesante vero ?” oppure “ oggi tutto ok vero ?” non riuscivo mai a svicolare da lui ne lui da me, ci parlavano con lo sguardo!. Quando andavo in giro non avevo bisogno di intervenire con lui, bastava che ci guardassimo per capire il da farsi . Io e Federico eravamo molto uniti, ero la sua mamma ma anche la sola persona su cui lui poteva sempre contare. Non è stato un caso che sia stato ucciso quando io ero lontano da lui , se vi fossi stata io al suo fianco non avrebbe avuto il modo il padre ( colui che lo ha ucciso) di avvicinarsi al mio bambino. Negli anni avevo da sola organizzato una rete di protezione in torno a lui, a scuola , a casa , al Campus, in Accademia, ovunque Federico era protetto meno là dove doveva esserlo maggiormente!

contatto-bambino-590x400Il mio piccolo angelo, alla sera si addormentava tenendomi con la sua manina che amava farsi accarezzare mentre gli raccontavo la storia. Amava tanto fare la lotta con me sul lettone, era molto forte, forse perché faceva tanto sport. Amava da impazzire la musica soprattutto il rep ed il rock, aveva i porta CD pieni di musica che acquistavamo insieme. Era attento e curioso, voleva sapere sempre tutto, non gli bastavano spiegazioni sommarie se gli interessava qualche cosa voleva subito prendere un libro su quell’argomento. L’ultima mostra che abbiamo visto insieme, che gli piacque da impazzire, fu quella di Ligabue, volle non solo il poster ma anche che gli acquistassi l’intero volume della mostra che si portò orgogliosamente a scuola per farlo vedere a tutti i suoi compagni.

Era sportivissimo, da quando aveva 4 anni al mare faceva surf e di inverno sciava con me, aveva raggiunto in poco tempo 4 livelli federali. Al sabato andava a cavallo, il suo cavallo preferito si chiamava Duca, ma durante la settimana quello che per16b lui era diventato fondamentale negli anni era fare il portiere . Era il portiere più stimato dell’Accademia lo chiamavano la saracinesca, perchè non faceva mai passare la palla. Ci teneva così tanto che mi chiedeva tutte le sere sia in casa che fuori di allenarlo tirandogli la palla .

Era un grande tifoso dell’Inter chissà se avrà festeggiato in cielo i 3 “titoli” appena conquistati.

Federico aveva un rapporto splendido con me, molto sincero . Le difficoltà ci hanno uniti ancora di più, mi chiamava la sua Mamma Amore e guai se qualcuno era sgarbato con me, mi accompagnava nei negozi e si comportava come un principe. Amava i miei stessi colori ed amava che lo vestissi con il bianco, azzurro, blu e verde acqua. Era un grande artista, faceva dei disegni coloratissimi Era molto maturo per la sua età, faceva tanti progetti, aveva sempre voglia di fare cose nuove era come se mordesse la vita. Quella vita così breve, che il pensiero mi fa impazzire.

a0190480-c120-4f68-ac2d-d751b291850eA Federico a 5 anni avevo regalato il cane che lui desiderava tanto si chiamava Roy ed erano inseparabili. Dal giorno della morte di Federico, Roy quando mi vede impazzisce, corre alla ricerca di Federico, piange in modo molto strano emettendo uno strano sibilo di sofferenza dalla gola e girandomi intorno, senza fermarsi, corre avanti indietro ripetutamente verso la mia auto alla ricerca del mio bene più grande ovvero Federico. Ora il Roy è presso un centro di equitazione, in mezzo la natura, con due nuovi padroncini, giovani sposi che sono riusciti a farlo stare meglio. Ogni tanto senza esagerare, per non farlo soffrire vedendomi, vado a trovarlo .

Federico disegnava tanto. Disegnare per lui come per tutti i bambini non era solo aprire una finestra sul proprio mondo interiore,13016457_10153441267901363_2050656692_o ma era anche il suo modo di comunicare con me . Tantissimi erano i disegni che mi dedicava. Il mio amore , spesso tornava a casa con disegni in cui esprimeva tutte le sue potenzialità nascoste, facendo emerge le sue emozioni più profonde e i sui sentimenti più autentici che spesso mi veicolava scrivendoli su piccoli bigliettini colorati per me. Me li faceva trovare ovunque spesso accompagnati da un fiore o una piantina o un lavoro fatto da lui.

“ Signora ma che bambino educato”, “bellissimo” mi dicevano. Spesso mi accorgevo che le persone si giravano a guardarlo, aveva un visino troppo dolce e due occhi infinitamente profondi.

Schermata 2016-04-19 alle 11.29.57Un estate estate, aveva 4 anni e mezzo Federico, per lui e con lui , in Sardegna, cercavo le spiagge più belle con acque basse e cristalline color verde smeraldo, dove lui potesse nuotare in sicurezza e tranquillità; mi ero caricata con un’ enorme zaino tecnico con dentro tutto, avevo con me dal cibo, al lettino per la nanna, all’ombrellone e tutti i sui giochi; ad un certo punto mentre camminavamo in un sentiero a picco sul mare mi disse dopo un lungo silenzio nel quale pensavo ascoltasse le cicale: “ mamma grazie per la fatica che fai per me , sembri una cammella fai sempre tutto da sola .. ti devo portare anch’io qualche cosa e poi aggiunse quando sarò grande dirò ai miei bambini quello che hai fatto per me da piccolo poi aggiunse .. sei la mia Mamma Amore e da allora sino al giorno della sua morte è così che mi chiamava, la sua mamma amore. Poco tempo dopo mi fece un disegno che conservo da allora insieme a tutti gli altri fatto di un enorme cuore con dentro scritto ciò che io rappresentavo per lui.

Federico è cresciuto in un mondo di colori, il nonno materno è stato un pittore molto noto a Milano negli anni 80 sino alla sua morte avvenuta nel 1993 Accademico San Marco, premio De Chirico nel 1978. Il mio piccolo era piuttosto dotato, spesso ricordo di aver pensato, che avesse preso dal nonno. Ed è per questo che ho ricordato l’anniversario della sua morte con un concorso di disegno da me organizzato con tutte e per tutte le scuole della città.

L’ultimo giorno della sua vita il 25 Febbraio 2009 alla mattina a colazione mi disse: “Mamma le signorine dei servizi se ne freganohome_charity2_sep4 di me e poi mi aggiunse non voglio andare all’incontro con quello lì ( cosi chiamava suo padre) “oggi sono stanco e stufo”. Uscendo, poco dopo dal portone di casa, aggiunse “mamma non ti preoccupare finisce presto tra poco lui muore “. In auto mi urlò: “ quelle lì (riferendosi sempre alle due “persone” dei servizi sociali) non capiscono niente di lui, devo andare dal giudice io e dirglielo che non voglio vederlo! Gli faccio vedere io”. Cercai di tranquillizzarlo e gli dissi dai non succede nulla stai tranquillo . Furono le mie ultime parole, non lo ho visto più il mio angelo, il mio amore infinito.

Circa una settimana prima il mio bambino aveva fatto un’ incubo si svegliò piangendo disperato aveva sognato che suo padre lo uccideva, si ritrovava in cielo sopra una nuvola poi arrivava uno gnomo che lo riportava dalla sua mamma perché piangeva…

Schermata 2016-04-14 alle 16.27.20Nonostante le inevitabili conseguenze che le continue apparizioni , minacce e svariati atteggiamenti molesti verso di me e Federico avevo con fatica costruito per Federico una vita comunque molto ricca e positiva, lo dicevano non solo la sua resa scolastica, la sua vivacità, la sua voglia di vivere, la sua allegria il suo sorriso e tutte le persone che lo hanno conosciuto lo possono confermarlo. Federico viveva in una bella casa, faceva tanti sport, cercavo in tutti i modi di fare in modo che la sua vita fosse più tranquilla possibile . Ma la follia paterna il suo disagio aumentava sempre di più ed il pericolo anche ed è solo per questo , mi ero rivolta io ben 5 anni prima ai Servizi pensando che fossero in grado di occuparsi del disagio del padre. Mi sono trovata in un buco nero istituzionale.

Non esistono gli gnomi e nessuno mi riporta il mio bambino e nessuno può placare il doloro che provo.

Il padre di Federico era di origini egiziane ma stava in Italia da molto tempo. All’inizio della nostra storia era una persona integrata, colta, un ‘operatore turistico stimato. Ma poi la sua persona è drammaticamente cambiata sin da subito la nascita di nostro figlio. La mia vita e quella del mio piccolino era precipitata in un incubo fatto dalle continue sparizioni e continui ritorni di suo padre, ogni volta sempre più disturbato, violento ed ossessivo.

Schermata 2016-04-19 alle 11.49.16Come madre feci una scelta di allontanare la follia, la cattiveria , del padre dalla vita di Federico. Sono però iniziati anni di soprusi, minacce, aggressioni, vero e proprio STALKING fatto di minacce, telefonate in tutte le ore del giorno e della notte, inseguimenti in auto, (pochi giorni prima dell’uccisione mi stava buttando giù da un ponte , con a bordo Federico). La Legge sullo stalking era in discussione proprio in quei giorni in Parlamento. E’ diventata legge 3 giorni dopo la sua morte. Mi sono rivolta ai Carabinieri, al Tribunale dei Minori di Milano, ai Servizi sociali di San Donato pensando mi potessero aiutare. Furono proprio questi ultimi che mi imposero di fare vedere al bambino al padre ( sottovalutando la sua pericolosità) tentai di oppormi ma fu tutto vano. Se mi fossi opposta alle visite in ambito protetto me lo avrebbero tolto così mi dicevano ogni volta che segnalavo l’aumento del disagio paterno. “ Signora cosa vuole che succeda ci siamo qui noi, ce ne assumiamo noi la responsabilità di suo figlio, lei pensi a fare la madre” .

Dopo l’omicidio mi hanno recapitato mesi dopo ( a Dicembre, il primo Natale senza Federico ) via posta dal comune una lettera in cui mi si diceva: “ il nostro staff non centra nulla. Mi definirono esagerata, ero colei che voleva ledere la figura genitoriale paterna. Persone che ricoprono responsabilità di servizi così tanto delicati non vedevano che l’unica verità era quella di un genitore pericoloso, malato instabile ed imprevedibile. Ho sempre ritenuto giusto che un bambino dovesse avere sia il padre che la madre, ma suo padre non era una persona in grado di essere una figura tutelante. L’orrore l’ha dimostrato. Avrei preferito essere esagerata ma mi figlio in vita. Mio figlio non c’è più. Circa 2 anni prima dopo lunghissime battaglie legali, ottenni che Federico incontrasse il padre in uno SPAZIO PROTETTO.

Più cercavo di segnalare la gravità della situazione e più le persone preposte alla tutela di Federico, invece di aumentare la vigilanza, la riducevano sino ad annullarla del tutto. Come può un bambino essere ucciso con 8 coltellate in piena ASL. Il suo assassino è entrato armato con pistola e coltello da macelleria. E come mai mio figlio si è difeso da solo ? Il padre di Federico ha avuto il tempo di sparare (colpendo solo di striscio Federico) il mio cucciolo ha tentato di scappare ma il padre ha avuto anche il tempo di inseguire Federico raggiungerlo ed accoltellarlo più volte. Le ferite alle braccia e alle mani dimostrano che Federico ha cercato di difendersi DA SOLO (né il colpo di pistola, né le coltellate alla schiena erano state mortali).

La sua morte è avvenuta ben 57 minuti dopo il primo colpo.

SE VI FOSSE STATA UNA ADEGUATA SORVEGLIANZA, FORSE FEDERICO SAREBBE STATO FERITO MA NON SAREBBE MORTO!

Perché le persone che avevano preso in carica un minore non hanno bloccato le visite dopo le innumerevoli segnalazioni di pericolo? . Il giorno stesso, la mattina del 25 febbraio 2010, ero dall’Assessore per supplicarlo di intervenire. Innumerevoli volte avevo riportato i rischi segnalati da me, da Federico, dalle perizie, dalle denunce, dai testimoni, da avvocati, da Carabinieri che da anni seguivano il caso.

FEDERICO “LA PRATICA” E’ STATA CONSEGNATA AL SUO ASSASSINO, IL GIORNO 25 FEBBRAIO 2009 FEDERICO VENIVA BARBARAMENTE ASSASSINATO DAL PADRE CON 8 COLTELLATE ALL’INTERNO DI UNA ASL DURANTE UNA VISITA CHE DOVEVA ESSERE PROTETTA.

Come mamma di Federico ,che ha sempre dato risposta ai bisogni emotivi, affettivi e materiali del proprio figlio, il modo più bello di dire addio al mio bambino era quello di esaudire il suo ultimo desiderio. E così il mio ultimo dono per lui è stato esaudito grazie un prete di nome Don Alfredo : il dono del battesimo ed un funerale cristiano. Ho abbracciato forte Federico dopo una settimana dalla sua uccisione. Prima di quel giorno, 3 Marzo 2009 giorno del funerale, non mi hanno permesso di vederlo se non solo per un attimo dopo 3 giorni dall’uccisione, attraverso un vetro. Ho baciato Federico e lui ha aperto gli occhi, erano vuoti e spenti , erano diventati quasi grigio verde penso sia stato il suo modo di dirmi addio.

Delle mani cattive e la follia istituzionale me lo avevano ucciso me lo avevano strappato ; ucciso all’interno di una Asl accoltellato a morte dal proprio padre. In quell’ultimo contatto con Federico sentivo solo la necessità baciandolo che vi fosse almeno un’ ultimo momento terreno di dolcezza e di bene. Quando hanno chiuso la cassa bianca la mia vita, il mio cuore, la mia anima è caduta nel vuoto fatto di immenso dolore in condivisibile. Il mi bambino morto ucciso per mano di colui che lo aveva generato non esiste cosa al mondo più orribile. Mi sono resa conto che era veramente accaduto, non ricordo nulla di come sono arrivata in chiesa ricordo più o meno solo cosa ho detto hai bambini che piangevano “ non vi preoccupate state sereni la persona cattiva non c’è più state vicino alla vs. mamma ed al vs. papà “ A tutti i bambini mi sento di dire che Federico è un angelo un angelo del cielo, è con noi ne sono certa.

Federico sicuramente verrà in vostro aiuto, perché ora è un Angelo del cielo e perché in vita era un bambino determinato, serio che non amava le ingiustizie, molto altruista. Anche se a volte si chiudeva quando gli altri lo ferivano a causa di cose che non potevano comprendere. Ricordate Federico così potrà continuare a vivere nei vostri cuori .

Il 25 Febbraio 2009 un giorno orribile in cui la vita di Federico viene spezzata da colui che era suo padre una persona che prima che lui nascesse era colta educata e gentile ma poi la malattia e la cattiveria se lo è portato via uccidendosi e portando via con se il mio bambino. Federico poteva e doveva essere protetto ma coloro che erano stati incaricati di farlo non lo hanno fatto. Alle istituzioni che dovevano proteggere mio figlio chiedo e pretendo solo la verità e l’assunzione della propria responsabilità perché la vita di un bambino ha un valore assoluto che non deve essere immolata ne violata. Quando succedono drammi cosi gravi è difficile trovare persone che ti aiutano.

Ci sono state persone di fede che mi hanno aiutato e sorretto, persone comuni , molti bambini che con la loro spontaneità mi hanno strappato un attimo di gioia . A tutte queste persone che mi hanno dimostrato affetto e disponibilità dico grazie dal profondo del cuore.

A mio figlio che si chiamava SHADY FEDERICO BARAKAT IL CUI NOME SIGNIFICAVA IL CANTO DELL’USIGNOLO