Caso Barakat, mamma Antonella: “Non mi sento più italiana, sono schifata”

PAS nei tribunali. Associazioni: No alla violenza istituzionale su donne e bambini
13 Ottobre 2019
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La donna commenta la sentenza della Corte di Strasburgo, secondo cui lo Stato italiano non è responsabile della morte del figlio, ucciso dal padre durante un incontro protetto

ROMA – Il 6 settembre la Corte europea dei diritti dell’uomo ha rigettato il ricorso degli avvocati di Antonella Penati, la mamma di Federico Barakat, ucciso dal padre in un incontro protetto. “Trovare un aggettivo che mi definisca è molto complicato – ha dichiarato mamma Antonella – penso che è disastrosa e disumana la sentenza di Federico Barakat. Penso che sia la peggiore sentenza che riguarda un minore dal 1959 ad oggi, ma non perché riguarda mio figlio, ma perché stabilisce che lo Stato non ha il dovere di proteggere un minore a lui affidato“.

Antonella Penati prosegue: “Questa sentenza colpirà tutti i bambini italiani ed europei ed è la dimostrazione orrendamente palese, come mi disse Dario Fo alla sentenza di Cassazione che ribadiva la medesima sostanza, che lo Stato non solo non protegge i propri cittadini e i bambini, ma che magistrature italiane, organismi europei e magistrati di nomina di Stato come anche il giudice italiano non sono lì per fare gli interessi dei diritti dei bambini, delle donne e degli uomini che subiscono violenza e negazione dei loro diritti, ma sono lì per fare gli interessi di Stato”