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Una Dura e Atroce Battaglia

PRIMO BAMBINO IN ITALIA UCCISO IN AMBITO PROTETTO !home_charity2_sep3

21bNon ci sono parole che descrivono la mia vita. Ora sto in silenzio accanto la tomba di mio figlio, è tutto ciò che mi è rimasto di lui a parte i ricordi. Mi hanno portato via tutto, e loro sapevano che c’era pericolo…

Le parole non escono più – non servono più.

Ci vogliono azioni, atti perché il disagio sociale non venga ascoltato solo da quelle anime (anche in questo caso molto rare ) della chiesa ma anche DALLE ISTITUZIONI CHE HANNO L’OBBLIGO DI PREVENIRE, COMBATTERE, TUTELARE IL DISAGIO CHE CONDUCE ESSERI UMANI A COMPIERE ATTI COSI’ ESTREMI.

Questo orrore non si può descrivere.. Spero di trovare prima o poi la solidarietà almeno di quei genitori superstiti come me, la cui moglie o il cui marito ha ucciso la propria prole .

Come parlare di questo orrore .. mi scuserete se non posso per ora entrare nel dettaglio ma le indagini sono ancora in corso ed ho l’obbligo del segreto istruttorio. Sto aspettando di urlare a tutti la verità della morte di mio figlio così assurda e così evitabile.

Trovo serenità e pace solo quando sto in mezzo ai bambini che mi riconoscono nella loro innata spontaneità per ciò che sono, come tutti i bambini della classe di mio figlio e bambini che ho incontrato quest’anno. Questi piccoli mi hanno dato con le loro manifestazioni di affetto la forza di andare avanti.

Anche la mia ricerca di giustizia mi sorregge, la mia necessità di far emergere le gravi responsabilità mi da la forza ancora di alzarmi ed andare avanti nonostante la pochezza di molte persone , la superficialità nell’affrontare un fatto così grave. Molti mi hanno allontanata e nel momento di massima sofferenza offeso con considerazioni razziste e meschine. Nella società italiana vi è un dilagante appiattimento delle coscienze, vi è poca solidarietà e soprattutto vi è lo strapotere di coloro che mi trovo ora come avversari … le istituzioni stesse che dovevano proteggere il mio bambino.

E’ STATO TROPPO FACILE PER LORO DIFFONDERE L’IDEA CHE FEDERICO FOSSE STATO UCCISIO PERCHE’ IL PADRE ERA MUSSULMANO, PER VENDETTA SULLA MADRE, MA VERITA’ E’ MOLTO DIFFERENTE, PIU’ ARTICOLATA, PIU’ COMPLICATA, NON SONO VERE LE RICOSTRUZIONI VEICOLATE AI GIORNALI…

Ma nonostante l’olocausto di coscienze, la caduta dei valori – LA MAMMA di Federico non si ferma

IL MIO BAMBINO VERRA’ RICORDATO E FARO’ DI TUTTO PERCHE’ CIO’ AVVENGA IN MODO CHE ALTRI BAMBINI NON PAGHINO UN PREZZO COSI’ ALTO.

FEDERICO E LA SUA MAMMA NE HANNO PASSATO DI TUTTI I COLORI CON LE ISTUTUZIONI, SORDE ED ASSENTI – ABBIAMO SUBITO VIOLENZA SIA DA PARTE DEL PADRE SIA CHE DA COLORO CHE DOVEVANO PROTEGGERE IL MIO BAMBINO. NON HANNO TENUTO CONTO DI NESSUNA EVIDENZA PROBATORIA- DENUNCIE – PERIZIE CHE ATTESTAVANO LA PERICOLOSITA’ DEL PADRE – SENTENZE PENALI IN CUI LUI SI DICHIARAVA COLPEVOLE DI AGGRESSIONE FISICA SULLA MADRE – TESTIMONI– RACCONTI DEL BAMBINO – DELLA MADRE – DEGLI AVVOCATI – MA SOPRATUTTO NON HANNO APPLICATO LEGGI E DISPOSITIVI NORMATIVI CHE AVREBBERO EVITATO L’OMICIDIO.

MIO FIGLIO E’ STATO CONSEGNATO AL SUO ASSASSINO COME UN PACCO -COME UNA PRATICA UN FASCICOLO ; DEL RESTO ME LO HANNO DETTO LORO CHIARAMENTE DOVE DURANTE L’UNICO CONTATTO CHE HANNO AVUTO CON ME ( 3 MESI DOPO) TRAMITE UNA TELEFONATA MI SI CHIEDEVA IN MODO SGRABATO DI NON ANDARE IN COMUNE ( RICORDO CHE LA CASA COMUNALE E’ UN LOGO PUBBLICO ) E MI SI DICEVA CHE DOVEVO PRIMA PRENDERE APPUNTAMENTO PER PARLARE DELLA pratica ! MIO FIGLIO ERA UN BAMBINO UN ESSERE UMANO NON UNA PRATICA !!!

Questa persona fa parte del gruppo ITALIANI BRAVA GENTE! Le istituzioni sapevano tutto e sapevano della pericolosità del padre più volte da me segnalata anche il giorno stesso dell’omicidio ma se ne sono fregati.

CHI SAPEVA E’ ANCORA AL SUO POSTO ED ALTRI BAMBINI POSSONO FARE LO STESSA FINE

COME MADRE Se io potrò impedire ad un altro cuore di una mamma di spezzarsi, non avrò vissuto invano.

Credo che dovremmo reclamare più attenzione e rispetto dei diritti imprescindibili , DIRITTI CHE NESSUNO DOVREBBE NEGARE SOPRATTUTTO AI BAMBINI SENZA DISTINZIONE DI COLORE DI RAZZA E/O DI APPARTENENZA A CLASSI SOCIALI PIU’ O MENO AGIATE.

Bisogna che i grandi se ne facciano carico , lottare per i bambini per riconoscimento universale dei loro diritti, in modo che non solo gli operatori del sociale ma chiunque sia, in un modo o nell’altro, in contatto con i bambini sia nella posizione di portare avanti il diritto inalienabile di essere bambini e di vivere, crescere e diventare uomini adulti. Di divenire cioè i grandi di domani in modo che siano in grado di costruire una società più giusta e meno violenta ed attenta ai bisogni degli altri e meno insensibile alle difficoltà del proprio simile.

In questo anno terribile, le persone che dovevano proteggere mio figlio come tanti altri bambini della comunità hanno fatto di tutto e stanno facendo di tutto perché mio figlio e la sua mamma vengano archiviati, rilegati nell’oblio di un fatto , da loro definito improvviso, imprevedibile, da dimenticare e da nascondere, in quanto debbono agli occhi della gente , di coloro che li hanno eletti, dimostrare la loro estraneità a fatti assolutamente evidenti e di assoluta gravità .

Ma la verità è come un fiume in piena che presto romperà gli argini . Le responsabilità sono tante e spero che i genitori san donatesi alzino la testa per dire basta alla mercificazione della vita di bambini innocenti e delle loro famiglie affidate ad operatori spesso troppo superficiali. Non è più tollerabile che la vita di minori distrutta per interessi di bilancio, ( come è noto per risparmiare si affida la tutela minori a cooperative con personale la cui preparazione porta a nefaste conseguenza ), bisogna impedire che vita di un bimbo venga distrutta per superficialità ed arrogante presunzione di potere…

In Italia le leggi non vengono applicate e la gestione del sociali è poco incisiva garantendo quindi la penetrazione sempre più profonda nelle istituzioni di persone che utilizzano il sociale o come trampolino di lancio elettorale o come posteggio dei raccomandati . Chi aveva l’incarico di proteggere Federico è ancora lì al suo posto come niente fosse successo ,senza battere ciglio. Il mio bambino, il mio splendido bambino, era una persona, che merita rispetto il rispetto della verità e della giustizia. E’ giusto per doveroso rispetto, a Federico ed alla sua famiglia, che venga ricordato per ciò che era veramente .

LE REGOLE E LA LEGGE L’HO SEMPRE RISPETTATA IO , SONO COLORO CHE DOVEVANO APPLICARLA CHE NON L’HANNO FATTO

Le istituzioni dovevano proteggere Federico e invece mio figlio non è più con noi. è in un altro mondo ed a funerale avvenuto si sono spenti i riflettori perché era per loro, parafrasando una loro frase, “una pratica”. Ma Federico non era una pratica, era un bambino !!!! un bellissimo bambino intelligente, dolce buono . Apparteneva ad una famiglia nota di san donato, una bella mamma un bella famiglia ma aveva solo un grosso problema un padre malato affetto da un grave disturbo della personalità, depresso , ossessivo e violento . Federico ha pagato con la sua vita la superficialità di coloro che dovevano proteggerlo e per questo è morto. Nel mio peregrinare alla ricerca di persone che portino avanti i diritto dei bambini di vivere in una società giusta ha fatto incontri straordinari che mi hanno aiuto e sorretto. A tutte le persone che ho incontrato dopo la morte di Federico che chiedono come me giustizia dico.

GRAZIE dal profondo del mio cuore

ANTONELLA PENATI

La mamma di Federico